La “quarta dimensione” di Fiore de Henriquez

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Martedì 15 dicembre alle ore 18, presso lo spazio DoubleRoom arti visive (via Canova 9, Trieste), avrà luogo il quinto incontro di approfondimento dedicato a Fiore de Henriquez, dal titolo La quarta dimensione di Fiore de Henriquez, una conversazione con Valentina Fogher, autrice dell’omonimo testo scritto per la prima mostra italiana organizzata dalla scomparsa della grande scultrice triestina Fiore de Henriquez (1921-2004) dal titolo In love with clay (Innamorata della creta), curata da Massimo Premuda e Dinah Voisin, e visitabile fino al 29 gennaio 2016, nell’ambito del progetto multidisciplinare “Varcare la frontiera (identità #3)”, promosso da Cizerouno e sostenuto dalla Regione Friuli Venezia Giulia.
Valentina Fogher si occupa dell’organizzazione di mostre presso il Centro Culturale “Luigi Russo” del Comune di Pietrasanta (Lucca) e dal 2003 cura assieme a Chiara Celli, direttore scientifico del Museo dei Bozzetti, la mostra internazionale “DonnaScultura. 4 espressioni per 4 artiste”. Nel 2004, per la seconda edizione della rassegna, è stata presentata presso la Chiesa di Sant’Agostino di Pietrasanta la ricerca di Fiore de Henriquez insieme alle scultrici Anat Golandski, Silvina Spravkin e Caroline van der Merwe.

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Con Valentina Fogher si parlerà della poetica della scultrice, delle famosissime fonderie di Pietrasanta e si discuterà sulla ricerca della de Henriquez della “quarta dimensione” in scultura, a tal proposito ricorda: “Come disse Fiore, «Voglio fare scultura che abbia un significato. Spesso nella grande scultura il significato è andato perso, o eclissato dalla bellezza, dai valori formali, o dalla composizione. Ma la scultura migliore, come quella di Donatello o di Fidia, li contiene entrambi. Per me il significato è l’elemento più essenziale in direzione di una buona scultura. Questa è la quarta dimensione, quella significativa. Nei ritratti, la persona dentro. Sto cercando di raggiungere la quarta dimensione, più della terza. La terza il più possibile, s’intende, ma la quarta è molto più importante per me. E so che non è spesso possibile. Ma tuttavia ci stiamo provando. La scultura per me è sempre tentare di andare oltre».
Mani che infaticabili hanno lavorato senza sosta, in costante ricerca della “quarta dimensione”; mani aiutate e supportate da altre mani, quelle degli artigiani, senza le quali le sue opere non sarebbero mai state tradotte in bronzo. E nelle fonderie di Pietrasanta – e in particolare quelle di Tommasi, Del Chiaro e Da Prato – Fiore ha realizzato la maggior parte delle sue sculture. Lei e gli artigiani erano una squadra, che lei dirigeva attentamente, con pazienza, confidente e affascinata dal risultato delle tecniche di lavorazione del bronzo, che ha la caratteristica di mantenere imperitura la freschezza e la malleabilità della creta, comprese persino le impronte dell’artista e i suoi segni distintivi.
Monumentali o intime, le sculture “libere” di Fiore hanno sempre conservato quel che di onirico, invalicabile e quasi imperscrutabile, che si può ritrovare anche nelle incisioni sui disastri della guerra di Francisco Goya, preludio di tanto Espressionismo del Novecento: un non-detto, suggerito a chi lo vuole intendere, una tensione e una drammaticità costanti, dove protagonista è la deformazione in fieri , cangiante a seconda dell’angolazione della scultura. Sono opere, queste di Fiore de Henriquez, forse meno note ai più rispetto a quelle del mondo della ritrattistica ufficiale, ma forse più “vere”, più genuine, più ideali in un certo senso, riuscendo quasi a raggiungere quella “quarta” dimensione tanto ambita dalla scultrice.”

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L’incontro di approfondimento si inserisce nell’ambito di In love with clay, ampia mostra fotografica dedicata alla vita della grande scultrice Fiore de Henriquez (Trieste, 1921 – Peralta, 2004) a 11 anni dalla scomparsa, parte integrante del progetto multidisciplinare“Varcare la frontiera (identità #3)”, promosso dall’associazione Cizerouno e sostenuto dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia. La de Henriquez, sorella di Diego, eccentrico collezionista di cimeli di guerra, a cui la città di Trieste ha dedicato l’omonimo “Civico Museo di guerra per la pace Diego de Henriquez”, di recente riapertura, ha avuto una vita straordinaria divisa fra Italia, Inghilterra e Stati Uniti, conoscendo alcuni fra i più importanti personaggi del jet set angloamericano e incarnando tutte le contraddizioni del ’900, inclusa una natura sessuale ermafrodita che le ha fatto travalicare con disinvoltura i classici ruoli di genere. L’esposizione, curata da Massimo PremudaDinah Voisin, e organizzata in collaborazione con l’Archivio Fiore de Henriquez di Peralta (Lucca), intende ripercorrere la vita di questa stupefacente autrice attraverso 4 sezioni tematiche che riassumono il suo periodo triestino, i celebri ritratti dei personaggi del jet set internazionale, il suo studio londinese, una vera e propria wunderkammer vittoriana a Cadogan Square, e infine una sezione dedicata ai ritratti fotografici che la immortalano mentre lavora, nelle situazioni pubbliche, ma anche nella vita privata. In adolescenza Fiore de Henriquez è diventata intersessuale con organi genitali doppi, e si dichiarò “orgogliosa di essere ermafrodita” e di essere “due persone all’interno di un corpo solo”. L’identità di genere della de Henriquez si rifletteva molto anche nel suo lavoro, soprattutto per i motivi ricorrenti di teste accoppiate, di figure siamesi e di creature mitologiche ambigue.

Fiore with Margot Fonteyn in LOndon 1956 portrait in progess. Photo Felix fonteyn (from xerox prints)
17 ottobre 2015 > 29 gennaio 2016
IN LOVE WITH CLAY vita di Fiore de Henriquez
a cura di Massimo Premuda e Dinah Voisin
testi di Roberto Benedetti e Valentina Fogher
in collaborazione con l’Archivio Fiore de Henriquez di Peralta (Lucca)
nell’ambito di Varcare la frontiera (identità #3)
a cura di Mila Lazić e Massimiliano Schiozzi
promosso da Cizerouno e sostenuto dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia

DoubleRoom arti visive
via Canova 9, 34129 Trieste
lunedì > venerdì 17-19
349 1642362 – doubleroomtrieste@gmail.com
https://www.facebook.com/doubleroomtrieste

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