RELAZIONI 2 / ODNOSI 2

Da giovedì 17 marzo è visitabile la mostra fotografica collettiva Relazioni 2 / Odnosi 2 a cura di Denis Volk. La mostra è stata organizzata dall’Istituto iManaLAB e Maša Lancner in collaborazione con DoubleRoom arti visive di Trieste e Associazione Culturale per l’Arte KONS di Trieste, con il supporto dell’Ufficio della Repubblica di Slovenia per gli sloveni d’oltreconfine e nel mondo e Consolato Generale della Repubblica di Slovenia di Trieste. Nella mostra Relazioni 2 / Odnosi 2, fotografe e fotografi presentano il loro modo di vedere le relazioni: Nika Furlani, Maša Lancner, Arven Šakti Kralj Szomi, Matija Brumen, Andrej Furlan, Boštjan Pucelj e Jernej Skrt, due sono sloveni d’oltreconfine, due provengono dalla parte goriziana e tre dalla Slovenia continentale.

Le relazioni sono un tema eterno e incompiuto. La parola relazione ha per noi molti significati e innumerevoli esempi. Le relazioni rappresentano noi e la nostra esistenza e l’esistenza degli altri in relazione a noi o ad altri o altro, a tutto il resto che noi non siamo. Tutta la nostra vita, lo spazio vitale e l’ambiente con gli altri esseri viventi sono relazioni. Senza relazioni non ci sarebbe nulla.
Le relazioni sono…, qualcosa che non-esiste in senso fisico o spirituale e, ultimo ma non meno importante, l’assenza stessa di relazioni è una relazione.
L’epidemia di Covid-19 ha inciso radicalmente sulla nostra vita presente con limitazioni, reindirizzamenti della nostra attenzione, un diverso modo di vivere e con grande impatto sull’ambiente. Ha influito anche sugli artisti e il loro lavoro. Si sono stabilite nuove relazioni, che sono però in continua evoluzione.
La mostra è corredata da una piccola pubblicazione.

Relazioni
Tutta la nostra vita, lo spazio vitale e l’ambiente con gli altri esseri viventi sono relazioni. Senza relazioni non ci sarebbe nulla. La parola relazione ha per noi molti significati e innumerevoli esempi. Dal punto di vista della scienza odierna, le relazioni (fisiche) iniziano a livello di atomi e finiscono in un universo infinito, qualcosa di altrettanto infinito sono dal punto di vista umano le relazioni non fisiche.
Dal nostro punto di vista terreno, esistono le relazioni nell’ambiente, tra gli esseri viventi, tra tutto ciò che esiste e che conosciamo, in senso fisico, le interazioni, la convivenza, la comunicazione, nell’uomo in relazione a se stesso, agli altri e all’ambiente, nelle nostre percezioni, nelle idee, nelle esperienze, nelle emozioni, nei pensieri, nei progetti, nelle paure, nei ricordi, nel passato, nel presente e nel futuro. Le relazioni rappresentano noi e la nostra esistenza e l’esistenza degli altri in relazione a noi o ad altri o altro, a tutto il resto che noi non siamo.

Le relazioni sono atteggiamenti, opinioni, prospettive, previsioni, visioni, analisi, anomalie, qualcosa che esiste in senso fisico o spirituale e, ultimo ma non meno importante, l’assenza stessa di relazioni è una relazione. Le relazioni sono un tema eterno e incompiuto.
In questa mostra, sette fotografe e fotografi presentano il loro modo di vedere le relazioni: Nika Furlani e Andrej Furlan sono sloveni d’oltreconfine in Italia, Maša Lancner e Jernej Skrt provengono dal goriziano, Boštjan Pucelj, Matija Brumen e Arven Šakti Kralj Szomi sono dall’interno della Slovenia – da Novo Mesto e Maribor o Lubiana.

Nika Furlani concentra la sua ricerca fotografica sull’autoriflessione e sul vivere se stessa. Nella nostra mente, possiamo ripercorrere istantaneamente innumerevoli immagini e sentirci in modi diversi, poiché i nostri sentimenti e la concentrazione sui nostri sensi durano solo pochi attimi. I nostri pensieri e la nostra attenzione cambiano, saltano e si alternano costantemente. Proprio come nel pensiero, Nika cerca di catturare nella fotografia vari stati di sé che sono contemporaneamente un riflesso della fisicità, della corporeità e della spiritualità.

Arven Šakti Kralj Szomi compone le foto a coppie e le pone in relazione associativa – fotografie di fanciulle e fotografie di piante, di fiori – e, come dice lei stessa, “espone la donna e il fatto di venire paragonata ad un fiore”, delicata e fragile, e al contempo forte e solida, persino provocante. La fanciulla che cresce è incerta riguardo al proprio futuro, al proprio nuovo ruolo, è abbandonata al destino o al caso, come un fiore (in inverno). Anche se le foto mostrano immagini immobili in bianco e nero, la realtà è del tutto diversa.

Andrej Furlan ha scattato i suoi motivi fotografici di Beirut con la camera oscura. La loro selezione è legata alla memoria della narratrice. La scrittrice Rana Haf gli ha descritto la sua infanzia e la sua crescita a Beirut, i ricordi e gli eventi della guerra civile che hanno cambiato fatalmente la sua città natale. In essa, sotto l’influenza di esperienze e pensieri del passato, si è formato l’atteggiamento attuale nei confronti dei luoghi e delle strutture di Beirut. I suoi ricordi e pensieri sono presentati come parte integrante delle sue fotografie.

Matija Brumen fotografa i suoi nipoti fin dalla loro infanzia. I fratelli Marko e Ivo crescono, maturano, invecchiano e cambiano ma mantengono il rapporto fraterno, condividono momenti ed eventi comuni, alcuni dei quali sono registrati nelle fotografie. Questo progetto in divenire non è solo biografico ma rivela anche la parentela e il coinvolgimento del fotografo nei momenti comuni.

Jernej Skrt riflette sul contrasto tra oscurità e luce, che nel periodo precedente alla pandemia 2015-2020 lo ha portato alla realizzazione della serie di fotografie denominate Sentieri notturni. Egli dice: “Quando sei al buio, cerchi la luce.” Ciò può essere inteso alla lettera o in senso figurato, poiché sempre desideriamo l’opposto di ciò che abbiamo. Durante le passeggiate fotografiche, ha catturato momenti, piccoli dettagli, ha registrato il presente e i propri sentimenti di quel momento. In seguito, durante la pandemia, ha unito le fotografie selezionate in composizioni, ricordando così i suoi pensieri di quel momento: “All’epoca, quel tempo ci sembrava anormale ma ora, al tempo della pandemia, lo dichiariamo normale. In caso di difficoltà, quando è il momento di agire, lo rimandiamo al futuro e cerchiamo conforto nella mente tornando ad un passato idealizzato che è l’opposto della realtà in cui viviamo”.

Maša (Masha) Lancner ha fotografato piante, piantine di ortaggi coltivate nelle mascherine. Le mascherine sono diventate un elemento imprescindibile della nostra vita. Un elemento inizialmente forzato nel nostro guardaroba è diventato una necessità quotidiana ma non perché voluto come accessorio di moda. Il risultato è visibile anche nell’ambiente dove le mascherine scartate ne sono diventate parte integrante e allo stesso tempo un problema ecologico; ma le piante sempre si adattano al nuovo ambiente.

Boštjan Pucelj entra nello spazio intimo dell’individuo, della sua casa, che rivela parzialmente nella fotografia di una mensola con libri. Svela il passato e il presente dell’inquilino e della sua famiglia. I libri sono stati scelti o ricevuti dai famigliari in base ai loro interessi in momenti diversi, molto probabilmente quando i libri sono usciti o dopo. I titoli rivelano l’argomento, indirizzandoci a riflettere sulla professione, gli interessi e le attività nel tempo libero. La piccola biblioteca ha essa stessa una sua storia.
L’epidemia di Covid-19 ha inciso radicalmente sulla nostra vita presente con limitazioni, reindirizzamenti della nostra attenzione, un diverso modo di vivere e con grande impatto sull’ambiente dove la mascherina è diventata improvvisamente parte integrante e simbolo di questo tempo. Ha influito anche sugli artisti e il loro lavoro.

Denis Volk

17 marzo > 29 aprile 2022
RELAZIONI 2 / ODNOSI 2
foto di Matija Brumen, Andrej Furlan, Nika Furlani, Arven Šakti Kralj Szomi, Maša Lancner, Boštjan Pucelj e Jernej Skrt
a cura di Denis Volk
in collaborazione con Istituto iManaLAB/Zavod iManaLAB
Maša Lancner, fotografa; DoubleRoom arti visive, Trieste
Associazione Culturale per l’Arte KONS, Trieste/Kulturno društvo za umetnost KONS, Trst
Ufficio della Repubblica di Slovenia per gli sloveni d’oltreconfine e nel mondo
Consolato Generale della Repubblica di Slovenia di Trieste

DoubleRoom arti visive
via Canova 9, 34129 Trieste
lunedì > venerdì 17-19
349 1642362 – doubleroomtrieste@gmail.com
https://www.facebook.com/doubleroomtrieste

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