EVVI UN’ALTRA PROSPETTIVA… > Museo di Santa Chiara GORIZIA > L’Energia dei Luoghi

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Sabato 8 febbraio alle 18.30, al Museo di Santa Chiara di Gorizia, inaugura “Evvi un’altra prospettiva…”, una grande mostra internazionale che spazia dall’indagine sulle “nuove prospettive nel campo della scienza e dell’arte contemporanea”, come lo sono la realtà virtuale immersiva e la multimedialità, per giungere alle infinite suggestioni del Cenacolo leonardesco e a molteplici e coinvolgenti analisi antropologiche, dando corpo a quella “simbiosi fra arte, scienza e società” che ha rappresentato per secoli una spinta fondamentale del progresso umano.
Il progetto “Evvi un’altra prospettiva…”, ideato da Massimo Premuda, prende ispirazione da una celebre citazione di Leonardo da Vinci sulla rivoluzionaria intuizione della prospettiva aerea e unisce tre esposizioni d’arte visiva in un’unica grande collettiva internazionale suddivisa coerentemente in tre sezioni: “Dalla prospettiva aerea alla realtà immersiva” e “Prodigi a tavola. Cenacoli e visioni” curate da Massimo Premuda, e “E scambiai mia moglie per un cappello” curata da Eva Comuzzi. La grande mostra viene inaugurata nella “Giornata di Prešeren Festa della Cultura slovena” con la presenza di alcune associazioni confinanti.

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DALLA PROSPETTIVA AEREA ALLA REALTÀ IMMERSIVA
CARLO ANDREASI | PAOLO FERLUGA | ANTONIO GIACOMIN E FRANCESCA DEBELLI | ULRIKE KÖNIGSHOFER | ALEKSANDER VELIŠČEK
La sezione prende ispirazione da una celebre citazione di Leonardo da Vinci sulla rivoluzionaria intuizione della prospettiva aerea che, pur non negando la prospettiva lineare nel disegno, ne approfondisce il senso del vero. Si parte così dalla rigorosa ricerca sulla percezione visiva di Ulrike Königshofer, artista austriaca in residenza quest’anno a Trieste nell’ambito del programma A.i.R. Trieste, a cura di Francesca Lazzarini, che ci fa riflettere sullo scarto fra ciò che vediamo e ciò che percepiamo, per arrivare al controverso “BoraMeter” del triestino Paolo Ferluga, macchina inutile o futuribile ecomostro mascherato da ambizioni ecoturistiche, che ci interroga sugli invasivi interventi schermati da green economy. Si prosegue con un’altra macchina, il contemporaneo “Panopticon” dello sloveno Aleksander Velišček che, partendo dagli intenti carcerari settecenteschi in cui la visibilità diventa una trappola, denuncia l’odierna società del controllo in cui, esponendoci, ci consegniamo volontariamente allo sguardo del “panottico aprospettico digitale” diventando, al tempo stesso, carnefici e vittime. La mostra si chiude infine con le immagini inaspettate, sulla percezione della realtà, del fotografo triestino Carlo Andreasi e con la preview dell’esperienza virtuale realizzata dagli artisti multimediali Antonio Giacomin e Francesca Debelli che, attraverso un intervento VR con maschera immersiva, ci faranno rivivere l’idea utopistica di concentrazione del sapere enciclopedico del “Teatro della Memoria” di Giulio Delminio Camillo.
a cura di Massimo Premuda

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PRODIGI A TAVOLA | CENACOLI E VISIONI
NINA ALEXOPOULOU | RAFFAELLA BUSDON | NIKA FURLANI | MARK POŽLEP
La sezione, ispirandosi alle infinite suggestioni del Cenacolo leonardesco, ci racconta nuovi grandi e piccoli miracoli che possono avvenire a tavola. L’assoluta modernità cinematografica della tempesta di emozioni, che esplode all’improvviso in un vortice di sentimenti, suscitata negli apostoli dall’annuncio inaspettato di Cristo: “Uno di voi mi tradirà”, viene attualizzata con altrettanti supereroi nella documentazione della performance “The Superheroes’ Last Supper” dell’artista sloveno Mark Požlep che, citando Spider-Man, recita: “Da un grande potere derivano grandi responsabilità per il futuro dell’umanità”, così come i messaggi lanciati a tavola dalla performer greca Nina Alexopoulou nei riti di “Arcane Exchanges” mettono in comunicazione il pubblico con parti sconosciute o nascoste: “Conosci te stesso”. In mostra viene affrontato anche il tema della transustanziazione, declinato in un’operazione diametralmente opposta dalla fotografa slovena di Trieste Nika Furlani con immagini che fanno emergere viveri e vivande da corpi umani, e dalla pittrice triestina Raffaella Busdon con la messa in relazione della rosea e perfetta bellezza umana con l’immagine di un porcellino, partendo proprio da uno studio leonardesco su un cuore di maiale, unico organo animale idoneo al trapianto umano.
a cura di Massimo Premuda

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E SCAMBIAI MIA MOGLIE PER UN CAPPELLO
MICHELE BAZZANA | NICOLA FORNONI | STEFANO GRAZIANI | ADRIANA IACONCIG | RACHELE MAISTRELLO | RYTS MONET | MELANIA TOMA
La sezione propone un nuovo riferimento citando il libro del neurologo Oliver Sacks, “L’uomo che scambiò sua moglie per un cappello”. Le opere in mostra degli artisti Michele Bazzana, Nicola Fornoni, Stefano Graziani, Adriana Iaconcig, Rachele Maistrello, Ryts Monet e Melania Toma, andranno ad affrontare, dunque, il tema del cambio di prospettiva investigando anche sui cambiamenti antropologici in atto e sulle difficoltà nell’adattarsi ad essi. “Da quali nuove angolazioni possiamo osservare le altre culture o subculture? Come affrontiamo oggi malattie e disabilità? E come il pensiero divergente e i ribaltamenti di prospettiva possono aiutare a sbloccare il ristagno mentale e aprire a nuovi concetti?”
“Evvi un’altra prospettiva… e scambiai mia moglie per un cappello” supera l’idea di esposizione per diventare, attraverso video, collage, fotografie, pittura e scultura, narrazione di situazioni e problematiche attuali, rielaborate attraverso immaginari onirici ed ironici, e tensioni che oscillano fra possibili riuscite o fallimenti.
Come nel caso di Michele Bazzana, dove l’incastro azzardato di una o più componenti, o il ribaltamento sia fisico che concettuale dell’oggetto investigato, lo porta al raggiungimento di un inspiegabile equilibrio. Trasformare, accostare, mettere in dialogo i materiali più disparati ma anche archetipi e simboli, creando un nuovo vocabolario di immagini e immaginari è una modalità attuata anche da Ryts Monet, presente in mostra con un video e dei collage. Se questi ultimi due artisti cercano di rompere gli schemi attraverso accoppiamenti di elementi improbabili, Nicola Fornoni mette in atto processi medesimi attraverso il proprio corpo. Nel suo lavoro performativo viene infatti analizzato il limite fisico e mentale e sfidate le barriere architettoniche e relazionali. Come Fornoni, anche Melania Toma e Rachele Maistrello ricercano l’incontro con l’altro. Espressionista, a tratti naïf, la pittura di Toma è un procedere fuori dagli schemi prestabiliti della contemporaneità, pur rimanendo perfettamente attuale. I suoi dipinti, caratterizzati da oggetti, fiori, frutti e ritratti, ci raccontano la difficoltà di stabilire una dimensione dialogica e intima fra le persone che Maistrello ricerca ancora prima di realizzare la sua fotografia. Malinconici ma anche divertenti, i suoi scatti intrecciano tempi, culture e luoghi diversi, creando quella continua ambiguità dello sguardo che ritorna anche nella fotografia di Stefano Graziani e Adriana Iaconcig. Dominati dall’urgenza attuale di catalogare per non far sparire, entrambi gli autori ci restituiscono immagini di un passato carico di memorie. Se Iaconcig lavora con e sul paesaggio e ne ricerca una biodiversità ecologica ed antropologica, aggiungendo degli elementi che creano straniamento, Graziani compone paesaggi e procede astraendo. Attua un disturbo della visione, ci fa sentire che qualcosa manca e quell’assenza, acuita dalla presenza di un bianco, che spesso sembra abbia cancellato qualcosa che c’era, un possibile indizio o connotazione, crea in chi guarda, stati metafisici e stranianti.
a cura di Eva Comuzzi

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8 > 16 febbraio 2020
EVVI UN’ALTRA PROSPETTIVA…
ideazione Massimo Premuda
cura Massimo Premuda, Eva Comuzzi
inaugurazione sabato 8 febbraio 2020, ore 18.30
Museo di Santa Chiara, Corso Giuseppe Verdi 18, Gorizia

organizzazione CASA C.A.V.E. – Visogliano, Duino Aurisina (TS)
contributo Regione Friuli Venezia Giulia
patrocinio Comune Duino Aurisina
collaborazione Comune di Gorizia – Servizio della Cultura, degli Eventi e del Turismo, UNIUD – Università degli Studi di Udine e Centro Polifunzionale di Gorizia, partner dell’evento
coordinamento Renata Kodilja, coordinatrice CdSS Relazioni Pubbliche e Comunicazione integrata per le imprese e le organizzazioni, Università di Udine a Gorizia

visitabile fino a domenica 16 febbraio 2020 nei seguenti orari:
da lunedì a sabato dalle 16 alle 19
domenica dalle 10 alle 12 / dalle 16 alle 19
info 333 4344188 / casacave.art@gmail.com / http://www.casacave.eu

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