installazione pittorica TRA CIELO E TERRA di Erik Mavrič

invito Tra cielo e Terra - Erik Mavrič - DoubleRoom
Giovedì 22 novembre alle ore 18.30 al DoubleRoom arti visive inaugura “Tra cielo e Terra”, una suggestiva doppia installazione pittorica dell’artista sloveno Erik Mavrič. La mostra curata da Denis Volk, che gode della collaborazione del Consolato Generale della Repubblica di Slovenia di Trieste e del Ministero della Cultura della Repubblica di Slovenia, e del supporto di Cockta (Atlantic grupa), presenta la ricerca visiva degli ultimi anni di Mavrič, focalizzata su una pratica pittorica rigorosa, con due lavori monumentali: “Nebo na Zemlji” (Il cielo in Terra) del 2016-17 e il recentissimo “Kamenčki” (Sassolini) del 2018.

Erik Mavrič, Sassolini, photo Nina Sotelšek, 4
Negli ultimi anni Erik Mavrič ci ha abituati a impegnativi cicli di opere di lunga durata e apparentemente insensati agli occhi degli spettatori, un eterno work in progress che Denis Volk ci descrive così: “La durata del processo esecutivo per le singole opere è stata diversa, poteva dilungarsi per più settimane, mesi o addirittura superare l’anno, richiedendo più ore al giorno. Se un tale modus operandi può risultare insensato, per l’artista è invece meditativo, contemplativo e infine liberatorio. L’esecuzione richiede all’artista raccoglimento, perseveranza, ordine e disciplina, oltre a molte rinunce. Il procedimento esecutivo potrebbe essere adattato alla tecnologia contemporanea ed essere eseguito in tempi molto brevi, tuttavia il senso di questo tipo di creazione artistica consiste proprio nel fatto di eludere la tecnologia, per consentire all’artista di “tornare al tempo senza tecnologia”, per seguire un lungo e spesso faticoso percorso che porta a raggiungere una meta. Questa è l’opera d’arte, sensata proprio grazie al procedimento stesso.”

Erik Mavrič, Il cielo in Terra, photo Nina Sotelšek, 3
In mostra la grande installazione “Nebo na Zemlji” (Il cielo in Terra), eseguita su fogli di giornale quasi interamente disegnati e colorati a penna biro dall’artista, è un’enorme carta astronomica che rappresenta il firmamento con stelle in forma di fiori, girandole e forme simmetriche, e attraversata a distanze regolari da meridiani e paralleli e indicazioni numeriche, che vengono a formare una rete, una vera e propria carta celeste del cielo e delle stelle, come si vedono dalla Terra. Su questo lavoro il curatore precisa che: “L’ispirazione per la nascita di questa opera parte proprio dalla lettura di un articolo di giornale, e in particolare da una foto del cielo notturno colta dall’osservatorio Black Oak in California (USA): “The visible stars by distance”. L’artista ha dapprima ingrandito la fotografia trasponendo l’immagine, relativamente eterna, sul supporto di giornali stampati con avvenimenti passati. Le stelle, che sono in quanto a grandezza, distanza e forza splendente visibili come puntini luminosi di diversa intensità, vengono rappresentate in dimensioni proporzionali, e la superficie che le separa è colorata con precisione a penna biro blu-viola. L’intero disegno misura 5x9m ed è formato da circa 270 carte di giornale, ma ne vengono esposti solo dei frammenti, infatti, proprio come per gli avvenimenti riportati dai giornali, anche i suoi ritagli, e la stessa carta su cui sono stampati, sono effimeri e di breve durata.”

Erik Mavrič, Sassolini, photo Nina Sotelšek, 2
Se nell’intervento a muro Mavrič tenta di restituirci il cielo nella sua infinità, nel recente “Kamenčki” (Sassolini) affronta il tema del suolo su cui camminiamo. Ogni giorno, percorrendo la strada che lo porta al lavoro, raccoglie sassi e pietre lungo il tragitto, così il percorso quotidiano che lo conduce al lavoro, abitualmente monotono, è diventata un vero e proprio rituale che gli ha consentito di raccogliere il materiale per un nuovo progetto. Dopo aver fotografato 325 sassolini, ne sta dipingendo ad acrilico l’immagine ingrandita su piccoli supporti di legno di 15x14cm, facendo emergere da un fondo blu i singoli sassolini ritratti in bianco e nero con tutte le loro caratteristiche evidenziate. Così ci spiega questo processo Denis Volk: “La rappresentazione dei sassolini dapprima solo fotografica, e in seguito anche pittorica, potrebbe essere letta come ritratto o documentazione della loro esistenza attraverso i motivi raffigurati, che altrimenti non esisterebbero, o sarebbero ignorati, con questo procedimento invece la loro esistenza viene assicurata. I sassolini vengono conservati e, a piacere, vengono disposti e composti, anche la loro immagine in raggruppamento non è mai uguale, mai in una posizione uguale, come quando si trovavano ancora nel loro contesto naturale. L’opera evidenzia così il problema esistenziale della presenza degli soggetti dipinti e il loro non-essere su questo pianeta, e ci porta quindi a riflettere sul non-essere anche di altre cose, facendoci interrogare sul passaggio dell’uomo sulla Terra. Solo quando qualcosa, o qualcuno, viene “ritratto”, la sua esistenza viene documentata e prolungata, finché anche questa documentazione non sparirà. Se l’esistenza dunque non fosse annotata, dopo un certo tempo, questo soggetto è come se non fosse mai esistito, e che ne dimenticheremmo molto in fretta. Va evidenziata infine la possibilità di diverso accostamento e posizionamento dei sassolini, come anche dei dipinti, che ci porta a riflettere sui rapporti sociali, sui rapporti tra le singole persone e sul loro continuo mutare.”

Erik Mavrič, Il cielo in Terra, photo Nina Sotelšek, 2
E infine, sul dialogo fra i due lavori in chiave installativa, il curatore ci racconta che: “La correlazione tra le due opere consente allo spettatore di posizionarsi nel “posto giusto”, ritrovandosi così, anche nello spazio espositivo, tra il cielo e la Terra, come effettivamente è. In senso metaforico questa posizione può essere – sia per l’artista, che per lo spettatore – il rapporto corretto tra l’idea e la sua realizzazione, tra la riflessione e il sogno e la vita reale, ponendo questo aspetto dell’esistenza sul piano personale di ciascuno. In un’ottica più ampia, si tratta anche dell’eterno quesito sull’esistenza della vita sulla Terra e nell’universo.”

Erik Mavrič, Sassolini, photo Nina Sotelšek, 5
Erik Mavrič (1979, Koper) ha conseguito il diploma presso l’Accademia di arti visive e design di Lubiana, dove ha ultimato nel 2008 la laurea magistrale. Nel corso degli studi ha ricevuto nel 2002 il Premio Prešeren per gli studenti. Attualmente vive ed opera a Krško.

Erik Mavrič, Il cielo in Terra, photo Nina Sotelšek, 1
22 novembre > 20 dicembre 2018
TRA CIELO E TERRA
installazione pittorica di Erik Mavrič
a cura di Denis Volk
in collaborazione con
Consolato Generale della Repubblica di Slovenia di Trieste
Ministero della Cultura della Repubblica di Slovenia
con il supporto di Cockta (Atlantic grupa)

Erik Mavrič, Sassolini, photo Nina Sotelšek, 1
foto di Nina Sotelšek

DoubleRoom arti visive
via Canova 9, 34129 Trieste
lunedì > giovedì 17-19
349 1642362 – doubleroomtrieste@gmail.com
https://www.facebook.com/doubleroomtrieste

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