Transgender Day of Remembrance + Io sono

Marco Ferrazzo, 33 anni, lavora con la compagna nel suo negozio di pet grooming – Nella foto è con la compagna Monica e il padre Armando. Marco quattro anni fa ha iniziato il percorso di transizione FtM. "Gia da piccolo mi sentivo maschio, mi aiutava l'aspetto fisico. Ho avuto alcune relazioni con ragazze ma non mi sentivo me stesso desideravo un rapporto uomo donna. Mio padre ha capito la situazione accompagnandomi da uno psicologo. Nel 2011 grazie ad una trasmissione televisiva vedo una storia di FtM e capisco di essere pronto per affrontare questo percorso." 
Venerdì
20 novembre alle ore 18, presso lo spazio DoubleRoom arti visive (via Canova 9, Trieste), avrà luogo il terzo evento collaterale dedicato alle questioni di genere nell’ambito del progetto multidisciplinare Varcare la frontiera (identità #3)”, promosso da Cizerouno e sostenuto dalla Regione Friuli Venezia Giulia, dal titolo “Transgender Day of Remembrance”, una conversazione con Antonella Nicosia, presidente Arcigay Arcobaleno Trieste e Gorizia onlus, Marco Ferrazzo e Chris Grimaldi, del gruppo Transgender FVG, e Fabrizio Giraldi, autore del reportage fotografico “Io sono”. L’incontro si inserisce nell’ambito della prima mostra italiana organizzata dalla scomparsa della grande scultrice triestina Fiore de Henriquez (1921-2004) dal titolo In love with clay (Innamorata della creta), curata da Massimo Premuda e Dinah Voisin, e visitabile fino al 29 gennaio 2016.

Una foto di famiglia di 33 anni fa, Marco ha conservato solo alcune immagini in cui è ritratto con la madre venuta a mancare quando lui aveva 12 anni a causa di un incidente stradale in cui anche Marco è stato coinvolto.
Partendo da alcuni passi tratti dal libro “Nata due volte” di Maria Nadotti e Giovanna Rizzo (Il Saggiatore, 1995), in cui si narra di Giovanni Rizzo, avvocato veneziano, che a quarantotto anni, con un matrimonio e tre figli alle spalle, che si sottopone nel 1993 all’intervento di riassegnazione chirurgica del sesso per diventare finalmente una donna, si discuterà sullo stato dell’arte dei diritti e delle difficoltà che ogni giorno le persone transessuali devono affrontare in Italia, proprio in occasione del 20 novembre, il “Transgender Day of Remembrance”, la giornata mondiale di commemorazione delle vittime dell’odio e del pregiudizio anti-transgender (transfobia).

Cesare Barban, 26 anni, studente di medicina – “Da bambino fai davvero molta fatica ad identificarti con quello che ti viene imposto di fare, il modo di vestire, i tipi di gioco. Io ero la bambina con i capelli corti che faceva a botte, voleva giocare a calcio. A 17 anni sono stato cacciato di casa perché volevo cambiare la mia identità. Ho iniziato la terapia ormonale il primo giorno dei miei 18 anni. Nel 2010 ho concluso le mie operazioni, dopo 5 mesi sono stati aggiornati i miei documenti. Ancora oggi sono il più giovane FtM in Italia. Vorrei laurearmi in medicina, proseguire con la specialistica in chirurgia generale, in ginecologia o ostetricia, per operare persone come me. La missione di un medico è curare le persone, io vorrei che la mia sala operatoria sia a tutti gli effetti una camera di rinascita."
Verrà inoltre presentato in anteprima assoluta il reportage del fotografo Fabrizio Giraldi “Io sono”, un work in progress che si compone di una decina di ritratti di persone transessuali in forma di dittico, in cui un’immagine di oggi è associata a una fotografia risalente a prima della transizione, scelta dal soggetto ritratto. Sulla sua ricerca Giraldi afferma che: “Il progetto a dittico raccoglie ritratti di persone che hanno deciso di raccontarsi per aiutare chi oggi, come loro un tempo, ha problemi a relazionarsi con il corpo in cui vive. A ognuno di loro ho chiesto inoltre di portare una foto di loro stessi prima della transizione.
Il progetto ha l’intento di ritrarre volti ed esperienze dalle diverse parti d’Italia col fine di realizzare un libro che accolga, oltre a queste immagini, anche le interviste alle persone ritratte e ai professionisti del settore, chirurghi e psicologi; il tutto accompagnato da una mostra fotografica itinerante tesa a diffondere la tematica e sensibilizzare l’opinione comune.”
L’Italia è infatti uno dei paesi nell’Unione Europea in cui i transgender sono più discriminati. lo rileva un rapporto del 2014 sui risultati di un sondaggio condotto in tutta la UE, “Essere trans nell’Unione Europea, un’analisi comparativa”, pubblicato dall’Agenzia europea per i diritti fondamentali (FRA). Il percorso di transizione condotto in Italia infatti è lungo e molto faticoso; ambiguità fisiche e documenti discordi rendono i più banali momenti di vita un problema: come andare al lavoro, relazionarsi con la famiglia o presentare i documenti.

In casa Cesare ha due album della sua infanzia, questa l'immagine che ha scelto.
L’incontro di approfondimento si inserisce nell’ambito di In love with clay, ampia mostra fotografica dedicata alla vita della grande scultrice Fiore de Henriquez (Trieste, 1921 – Peralta, 2004) a 11 anni dalla scomparsa, parte integrante del progetto multidisciplinare “Varcare la frontiera (identità #3)”, promosso dall’associazione Cizerouno e sostenuto dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia. La de Henriquez, sorella di Diego, eccentrico collezionista di cimeli di guerra, a cui la città di Trieste ha dedicato l’omonimo “Civico Museo di guerra per la pace Diego de Henriquez”, di recente riapertura, ha avuto una vita straordinaria divisa fra Italia, Inghilterra e Stati Uniti, conoscendo alcuni fra i più importanti personaggi del jet set angloamericano e incarnando tutte le contraddizioni del ’900, inclusa una natura sessuale ermafrodita che le ha fatto travalicare con disinvoltura i classici ruoli di genere. L’esposizione, curata da Massimo Premuda e Dinah Voisin, e organizzata in collaborazione con l’Archivio Fiore de Henriquez di Peralta (Lucca), intende ripercorrere la vita di questa stupefacente autrice attraverso 4 sezioni tematiche che riassumono il suo periodo triestino, i celebri ritratti dei personaggi del jet set internazionale, il suo studio londinese, una vera e propria wunderkammer vittoriana a Cadogan Square, e infine una sezione dedicata ai ritratti fotografici che la immortalano mentre lavora, nelle situazioni pubbliche, ma anche nella vita privata. In adolescenza Fiore de Henriquez è diventata intersessuale con organi genitali doppi, e si dichiarò “orgogliosa di essere ermafrodita” e di essere “due persone all’interno di un corpo solo”. L’identità di genere della de Henriquez si rifletteva molto anche nel suo lavoro, soprattutto per i motivi ricorrenti di teste accoppiate, di figure siamesi e di creature mitologiche ambigue.

17 ottobre 2015 > 29 gennaio 2016
IN LOVE WITH CLAY vita di Fiore de Henriquez
a cura di Massimo Premuda e Dinah Voisin
testi di Roberto Benedetti e Valentina Fogher
in collaborazione con l’Archivio Fiore de Henriquez di Peralta (Lucca)
nell’ambito di Varcare la frontiera (identità #3)
a cura di Mila Lazić e Massimiliano Schiozzi
promosso da Cizerouno e sostenuto dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia

DoubleRoom arti visive
via Canova 9, 34129 Trieste
lunedì > venerdì 17-19
349 1642362 – doubleroomtrieste@gmail.com
https://www.facebook.com/doubleroomtrieste

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