SOFA CHATS riflessione su Gianni Toti

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Mercoledì 19 febbraio alle ore 20.30, DoubleRoom arti visive inaugura la rassegna SOFA CHATS videoarte da salotto, i cui incontri andranno in onda su Radio Fragola fino al 12 giugno, con un evento d’eccezione: una riflessione sulla figura del poliedrico artista romano Gianni Toti (Roma, 1924-2007). L’incontro di approfondimento, cui seguirà la proiezione del film E di Shaùl e dei sicari sulle vie di Damasco del 1973, verrà introdotto da Pia Abelli Toti, presidente de La Casa Totiana, e Antonella Varesano, consulente e ricercatrice, studiosa dei linguaggi dei nuovi media che ha conosciuto Toti a metà anni ’80, periodo in cui l’artista si recava spesso a Trieste per realizzare e diffondere le sue opere alla SISSA, al Laboratorio dell’Immaginario Scientifico, al Teatro Miela e al Trieste Film Festival di Alpe Adria Cinema su invito del direttore artistico Annamaria Percavassi. L’evento è realizzato in collaborazione con La Casa Totiana, associazione culturale nata a Roma nell’ottobre del 2009, nella cui sede si conservano i fondi delle opere di Gianni Toti e della prima moglie Marinka Dallos, pittrice ungherese naïf scomparsa nel 1992. Il primo catalogo dei dipinti dell’artista di Lőrinci, redatto da Mirjam Denes dell’Università di Budapest, verrà pubblicato entro la fine del 2014.

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Gianni Toti è stato poeta, giornalista e artista, e in particolare è stato un significativo protagonista della videoarte, inventò infatti all’inizio degli anni ’80 la Poetronica, una sperimentazione in cui si fondevano poesia, cinema e arte elettronica, creando un nuovo linguaggio, che lui stesso definì “poetronica”, dalla crasi di videopoesia e poesia elettronica, collaborando per anni, in lunghi periodi, con il prestigioso CICV-Centre de Recherche Pierre Schaeffer di Montbéliard-Belfort in Francia.
Il film E di Shaùl e dei sicari sulle vie di Damasco, 1973, di cui Toti è regista e sceneggiatore, è un’opera originalissima, presentata nello stesso anno al Festival del Cinema di Venezia fra clamori e polemiche. La pellicola racconta infatti di Saulo (San Paolo di Tarso) quando, prigioniero a Roma, “conversa con i giovani sull’accelerazione della storia (la grande ruota che compare spesso nel film), il potere, la corruzione societaria, la coscienza di classe, la morte, il settarismo, l’utopia, il recupero del senso della carne, la libertà. […] il suo esordio dietro la macchina da presa come autore di un lungometraggio non può che pullulare di letterarietà, ossia di parole scritte. […] qui Toti mette in scena la propria camera di regia mentale. Il film diventa un vero corpo testuale con tutte le irriverenze del poeta sperimentalista.

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È questo un “non-film” di Gianni Toti – si legge: una pellicola, cioè, che palesemente scardina le regole sintattiche della narrazione cinematografica (si pensi, per esempio, ai titoli di testa spostati nel mezzo della pellicola), che palesemente si fa un baffo della finzione mettendo in scena sangue falso, pupazzi al posto di bambini, lance e lame non taglienti, ciak in vista, asincronie ossessive tra sonoro e visivo, ralenti e accelerazioni. Non solo. Quel “non” privativo si rivela anche nella restituzione d’autorialità agli spettatori, a coloro cioè che fanno il film, guardandolo, leggendolo, interpretandolo. […] San Paolo, avendo sperimentato sulla sua pelle durante il viaggio verso Damasco il passaggio a un nuovo sentimento, ossia a un nuovo modo di vedere e di sentire seguito alla cecità, è pertanto un soggetto in sintonia con gli intenti espressivi totiani.” dal testo di Silvia Moretti estratto da “Gianni Toti o della poetronica”, a cura di Sandra Lischi e Silvia Moretti, edizioni ETS, Pisa, 2012.

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La riflessione su Gianni Toti rappresenta così l’evento di apertura di SOFA CHATS videoarte da salotto, una serie di incontri di approfondimento sulla videoarte, realizzati in collaborazione con il collettivo COLLAAB, che andranno in onda su Radio Fragola e che animeranno il DoubleRoom arti visive da febbraio a giugno, spaziando dalla videoperformance al videoconcerto, dalla videopoesia alla videodanza fino alla videointerattività, e ospitando due importanti rassegne di videoarte curate da Maria Campitelli: incrocio_4 video luogo, nell’ambito di 13.14 rassegna di arte contemporanea, focalizzata sui videoartisti della nostra regione, e SPIN VIDEO videoarte messicana, nell’ambito di MEX PRO Mexico art project del Gruppo78 International Contemporary Art.

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