rassegna video REPORT GRAFFITI FVG

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rassegna video report graffiti FVG
in anteprima assoluta
Stefano Da Ros, Loomit, 2012, Italia, 7’06”, Macross
Stefano Da Ros, Elementi Sotterranei.Ri-Ciclo, 2012, Italia, 12’47”, Bravi Ragazzi
Marko Žagar, Human Demand, 2013, Slovenia, 4’11”, Macross
Giovanni Bettinelli, Elementi Sotterranei.GENEReAZIONI, 2013, Italia, 2’53”, Bravi Ragazzi
in collaborazione con
Bravi Ragazzi Gemona del Friuli : Gruppo78 Trieste: Macross Monfalcone

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Mercoledì 27 novembre alle ore 18, DoubleRoom arti visive organizza una rassegna video dal titolo “report graffiti FVG”, invitando la città a immergersi in alcuni fra i più spettacolari graffiti realizzati in regione, da una parte ripercorrendo gli interventi ad opera dell’associazione Macross di Monfalcone, con l’intervista in anteprima assoluta al pioniere del graffitismo europeo Loomit e con il graffito transfrontaliero Human Demand di Mattia Campo Dall’Orto, e dall’altra analizzando le ultime due edizioni del festival internazionale del graffito Elementi Sotterranei organizzato a Gemona del Friuli dall’associazione Bravi Ragazzi.
La rassegna intende fornire un’ampia panoramica sulla produzione più recente del writing in Friuli Venezia Giulia ed evidenzia il progressivo passaggio dal graffitismo all’arte pubblica. In primo piano l’esclusiva intervista a Mathias Köhler, in arte Loomit, graffitista tedesco, uno dei principali esponenti del writing europeo e firma illustre del graffitismo mondiale, che ha rivoluzionato alla fine degli anni ’90 il concetto di graffito, disegnando enormi muri legali in numerose città tedesche. In proiezione anche un video sull’opera murale di Campo Dall’Orto Human Demand, un vero e proprio intervento di arte pubblica transfrontaliero, un grande graffito realizzato sul muro del centro culturale Mostovna di Solkan, a 1 kilometro dalla piazza Transalpina di Gorizia, sulla linea di confine che separa l’Italia dalla Slovenia, ma fruibile da entrambi i paesi.
“report graffiti FVG” riassume poi gli interventi realizzati nell’ambito del festival Elementi Sotterranei, convention internazionale che, oltre al confronto tecnico e allo scambio culturale, incentiva il sostegno legale a tali iniziative, facendo dialogare writers, istituzioni e cittadinanza in una serie di eventi pubblici partecipati, creando nel 2012 una parete unica di 100 metri, un’opera strutturata a più mani pensata per la stazione di Gemona del Friuli, e nel 2013 un graffito organico, sempre con il coinvolgimento di più artisti, per una struttura complessa come l’edificio della piscina, con altezze diverse e difficoltà tridimensionali.

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L’iniziativa si inserisce nell’ambito della mostra ECOGRAFFITI messaggi ecologici in città, mostra internazionale curata da Massimo Premuda e organizzata in collaborazione con il Gruppo78 e la Stazione Rogers, una nuova generazione di artisti urbani che lancia messaggi di contro-cultura nelle strade utilizzando i graffiti ecologici, avvalendosi cioè di tecniche e materiali sostenibili, come muschio, fango, pulitrici a getto d’acqua e colori naturali. In mostra foto e video di tre fra i più interessanti street artist internazionali capaci di rivoluzionare le pratiche del graffitismo, non più indelebile e illegale, ma al contrario rinnovabile, consentito e addirittura amico dell’ambiente.
Ispirandosi al verde urbano la grafica e illustratrice inglese Anna Garforth realizza interventi artistici sui muri dei palazzi con materiali sostenibili, come il muschio, da cui il progetto MOSSenger; messaggi particolarmente poetici e dalla raffinata veste grafica realizzati con la tecnica del moss graffiti, il graffito di muschio vivente appunto. E sempre dal Regno Unito arriva anche l’artista urbano Paul Curtis, conosciuto come Moose, che da oltre 10 anni pratica i reverse graffiti, realizzando immagini su muri, strade, piazze e marciapiedi delle città semplicemente rimuovendo lo sporco dell’inquinamento con potenti idropulitrici o detergenti. Infine l’artista attivista americano Jesse Graves che combina i due elementi fondamentali per la vita sul pianeta, la terra e l’acqua, in un’eco-vernice da usare con semplici stencil per veicolare provocatori messaggi di protesta ma sempre nel rispetto di madre natura: i mud graffiti, realizzati col fango e facilmente deperibili.
In mostra anche l’artista Mattia Campo Dall’Orto che propone un’installazione site specific, un importante graffito anamorfico da interno che va a sottolineare la complessa struttura architettonica dello spazio, aprendo nuovi punti di vista sul luogo in questione. Il lavoro prevede diversi punti principe di visione innescando profondi interrogativi sulla fruizione di un’opera d’arte in galleria o in strada.

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